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Eccomi qua, dopo un po’ di silenzio; il caldo e le vacanze estive mi hanno lasciato un po’ lontano dalle gare e dal blog. Per quanto concerne la corsa e gli allenamenti sono un po’ impaziente che arrivino  l’autunno ed  il fresco. Quindi, perchè non farsi una bella mezzamaratona a 2000 mt per scappare dall’afa della pianura? E così domenica 25 luglio ho partecipato alla 11^ edizione della Stralivigno. Il primo obiettivo è stato raggiunto: lasciato il caldo estivo ho trovato una fresca temperatura di soli 7 gradi ad attendermi al sera prima della gara.

La corsa ha avuto inizio alle 10.00 del mattino ed è stata davvero faticosa: 21, 097 km di corsa quasi interamente  sterrata e con notevoli dislivelli; a risentirne ovviamente il tempo personale: 1h 58′ 51″” per chiudere la classica distanza della mezza. Considerando però la difficoltà del percorso e l’assenza di un adeguato allenamento in montagna, chiudere con un tempo inferiore alle 2 ore è stato un obiettivo per me positivo.  La difficoltà però passa in secondo piano se si considera la bellezza del percorso e del panorama circostante: 21 km in mezzo le montagne, la natura incontaminata, i boschi e i torrenti dai quali veniva addirittura fornito l’ultimo ristoro. Bottigliette d’acqua per gli atleti riempite direttamente alla fonte con acqua fredda e pura, un piacere impagabile!!

Anche questa è andata: sono alla quinta mezza maratona ufficiale (dopo Verona. Piacenza, Praga e Genova) e sono davvero soddisfatto! Partiamo dalla mia prestazione: 1h 44′ 21 ovvero il mio secondo personale. Potrebbe essere considerato però il miglior tempo se si pensa che l’1h 42′ (il mio attuale record) di Genova è stato ottenuto su un percorso completamente pianeggiante, mentre la mezza di Como era piena di sali-scendi che hanno comportato un dislivello di circa 200 mt. Non poco per uno che si allena come me nella povera pianura padana, nella totale assenza di dislivelli.

Parlando della corsa in sè sicuramente è stata una bellissima gara, nonostante non abbia avuto un percorso circolare ma un’andata e ritorno con il classico “giro di boa”; il panorama meraviglioso era davvero coinvolgente. Partenza dalla tomba di Alessandro Volta il percorso si è dislocato sulla sponda occidentale del lago; dal lungo lago si attraversava la villa Olmo per poi buttarsi sulla vecchia statale “Regina”, la vecchia originale che attraversa i paesini di Cernobbio, Moltrasio, sino a Laglio dove è avvenuto il giro di boa. Continui sali e scendi ed un dislivello di 200 mt hanno reso la corsa abbastanza impegnativa, sicuramente non paragonabile alle corse di montagna ma comunque faticosa.

Unica nota negativa: non è stata data alcuna medaglia celebrativa ai 600 partecipanti, cosa mai vista in una gara ufficiale.

Felice, felice, felice…. Non potrebbe essere altrimenti! Alla 6^ edizione de “La mezza di Genova”, 21km sulla costa dell’antica repubblica marinara, ho stabilito il mio nuovo tempo personale: 1h 42′ 26″, migliorando di molto i precedenti tempi di Verona, Piacenza e Praga (circa 5 minuti) e abbassando ancora quello che era il mio risultato migliore (1h 44′ 45″) ottenuto a Parma nel 2007.

Tre anni fa, infatti, a Parma avevo partecipato alla mia prima mezzamaratona ma con un allenamento non molto adeguato; inoltre l’entusiasmo della prima gara mi ha fatto girare le gambe ad un passo più veloce di quello che avevo in allenamento, causandomi un forte tendinite che mi aveva costretto a più di un anno e mezzo di stop. A dire il vero quel dannato ginocchio destro ancora non è del tutto a posto ma per lo meno non mi da problemi nella corsa. Rimesse le scarpette ai piedi la scorsa estate sono ripartito pian piano da zero ed eccomi qua, pronto per ogni sfida.

Tornando alla gara anche il percorso non era male: partenza e arrivo dal porto antico, nelle vicinanze dell’acquario; breve traversata della città per poi finire su corso Italia, il lungo mare genovese; fatto tutto in entrambi sensi di marcia abbiamo preso la sopraelevata, completamente chiusa la traffico in occasione della corsa, gustandoci tutto il panorama marittimo. Considerata la calda giornata primaverile  (17° circa) ed il sole è stata davvero una piacevole giornata.

Finalmente! Eccomi qua al ritorno della trasferta praghese in occasione della mezza maratona; un’ esperienza davvero bella ed indimenticabile. A parte la bellezza della città, che comunque già conoscevo e di cui ho già scritto in un altro post, questa volta si è aggiunto il clima caldo e accogliente per una manifestazione sportiva che ha avuto davvero un grande successo.

Per quanto riguarda la corsa, innanzi tutto va sottolineato che l’organizzazione è stata davvero ottima ed efficiente: un expo dove ritirare  pettorale e pacco gara (uno zainetto e  una maglia tecnica adidas); un servizio di deposito borse rapido e ordinato, un elevato numero di wc provvisori e vespasiani per i maschietti (che personalmente in Italia non ho mai visto!).

Il percorso della gara era principalmente concentrato sulle sponde della Moldava, tralasciando le zone più centrali e caratteristiche; una grande affluenza dei cittadini a sostegno dei 6124 partecipanti, ad eccezione delle zone più periferiche della città.

La mia prestazione personale si è chiusa in 1h 47′ 51″ classificandomi  2375° su 6124 partecipanti; 2163° su 4709 uomini e 1424° sui 3009 della mia stessa categoria (scarica la classifica generale). Direi che va bene e sono soddisfatto: confermati i due precedenti tempi di Verona (21 febbraio) e Piacenza (7 marzo) e soprattutto posso vantare un tempo di poco superiore a quello di Pavel Nedved; il fuoriclasse juventino e della nazionale Ceca, presente tra i partecipanti, ha chiuso la sua mezza in un 1h 47′ 03″, 48 secondi in meno del mio tempo!

Ma la vera mossa vincente è stata quella di presentarmi alla partenza e percorrere (anzi, correre!!) tutti i 21,0975 km con la parrucca tricolore in testa; non ero anonimo, non ero un corridore ma un italiano. I praghesi sono stati troppo forti, mi facevano il tifo e mi applaudivano gridando “forza Italia“, “vai Italia“…  Ragazzi, ragazze, bambini e adulti mi guardavano, mi sorridevano, mi facevano foto e trovavano una parola di incoraggiamento, un incitamento per me, tra tutti! Durante la corsa anche altri podisti mi hanno avvicinato salutandomi con un “bongiorno!“; qualcuno mi ha anche detto che l’Italia era bella e che aveva visitato il Lago di Garda, Roma o Venezia.

Non solo durante la corsa ma anche prima e dopo la gara sono stato fermato da molte persone che hanno voluto fare una foto insieme. Insomma, sono diventato la mascotte di Praga, premiato e salutato per l’originalità; era troppo bello ed emozionante non essere uno sconosciuto tra migliaia di persone ma essere notato, salutato e fotografato come una celebrità. Addirittura, mentre rientravo in hotel, sono stato fermato da due giornalisti di San Paolo (insieme a me nella foto) che mi hanno voluto fotografare e fare una mini intervista per il loro blog sportivo del Brasile.

Insomma, davvero una giornata meravigliosa ed unica; una gara indimenticabile!


E sono due!  La mia seconda mezza: la 15^ Placentia Half Marathon.
Devo dire che ho praticamente confermato lo stesso tempo di Verona: 1h 48′ 17″. Quasi un minuto in più ma con vento contro e breve sosta sotto una pianta (ci siamo capiti no?). Questa volta però ho sentito molto meno la stanchezza; sono riuscito a mantenere lo stesso ritmo sino alla fine con un piccolo sprint negli ultimi metri; a Verona invece arrivato al 18° km ho avuto un piccolo crollo: sentivo le gambe dure e non vedevo l’ora di arrivare al traguardo.
Il percorso non era malvagio: un paio di giri per il centro storico ed una variante per le campagne piacentine per poi arrivare in piazza Cavalli, la piazza centrale della città. Certo, un centro storico più povero rispetto a quello veronese ma comunque un buon percorso, pianeggiante (salvo un cavalcavia al 10° km) e asfaltato.  Il tempo è stato clemente: considerata a neve prevista correre solo con freddo e vento è stata ancora una piccola fortuna.
Ora non mi resta che mantenere un paio di settimane di allenamento e poi si vola verso la prima mezza in terra straniera: Praga.
Spero in questa speciale occasione di poter migliorare un pochino i miei tempi.

Verona 2010

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Vai!! La prima mezza ufficiale finalmente è stata completata! Dopo mesi di allenamento e qualche garetta non competitiva tra le campagne lombarde, finalmente di nuovo una gara seria. Era dal settembre 2007 che non partecipavo ad una competitiva; da quando, dopo la mezza maratona di Parma, il ginocchio non mi ha pi permesso di correre. Finalmente ora ho ripreso ritornando sulla griglia di partenza di una competitiva. Così ecco il primo traguardo ed il primo tempo ufficiale: 1h 47′ 21″. Per il vero ho impiegato 3 minuti in più di Parma, ma almeno posso provare a migliorarmi; inoltre ultimamente l’allenamento non è stato poi così impeccabile, pertanto mi posso ritenere soddisfatto. Mi ero prefissato un massimo di 1h 50′, quindi devo dire di essere andato bene, anche se gli ultimi 4 km li ho sentiti tutti e oggi le gambe borbottano un po’.

Quanto il percorso che dire? Verona è stato un bel giro, con l’elicottero che riprendeva le fasi della corsa, le bande musicali (emozionante erano i bersaglieri che suonavano la fanfara per incitare i corridori!), l’attraversamento del castello e soprattutto l’ingresso nell’arena con l’Aida che suonava. Sì, Verona mi è piaciuta molto!

Prossimo  appuntamento è per domenica 7 marzo a Piacenza!

Ieri la mia prima 21 km, anche se non ufficiale…
A  Pandino (CR) domenica 31 gennaio 2010 si è svolta la 30^ camminata pandinese, con percorsi da 6, 14 e 21 km. A dire il vero avevo deciso per la 14, perchè non mi sentivo molto in forma; arrivato alla partenza tra l’altro ho visto che il percorso da 21 era stato eliminato per le condizioni meteo, visto che nella notte era scesa un po’ di neve. Inizio a correrre con un bel gruppo di persone ed ad un certo punto prendiamo lo svincolo per i 14 km; la neve ed il ghiaccio aveva trasformato il campo in un vero percorso duro e faticoso. Correre sull’asfalto in compenso sembrava di stare sulla pista di atletica. Corri, corri e corri  e dopo un’ora eravamo da tutt’altra parte che in prossimità dell’arrivo; ad un certo punto arriviamo ad un ristoro che segna la distanza percorsa: 17,800 Km!!
Tutti a pezzi, con il fiatone che si lamentano: nessuno si era accorto di aver preso il percorso da 21 km, sicuri anche del fatto che era stato tolto dal programma, ma le cattive indicazioni non hanno impedito che ci finissimo sopra.
Le gambe facevano davvero fatica a girare, il terreno era duro come marmo ma alla fine ce l’ho fatta: 1h 57′ 37″.
Per la prima ufficiale devo aspettare ancora tre settimane: la mezza di Verona che si terrà domenica 28 febbraio.

Ecco le mie statistiche per il 2009, precisamente dal mese di luglio da quando ho acquistato il sensore nike+ per l’ipod.

Ebbene sì: l’inverno è arrivato e con esso anche la neve! A pochi giorni dal Natale ho provato l’ebrezza di correre con una temperatura di 10 gradi sotto lo zero; questo segnava il termometro questa mattina all’ippodromo di Varese, consueto ritrovo della Stravarese, questo anno alla 29° edizione.

Percorso cittadino ma con passaggi in periferia, attraverso strade secondarie e giardini, molti saliscendi e condizioni climatiche poco favorevoli; infatti, mentre le strade urbane erano abbastanza pulite, i tratti periferici erano completamente innevati e ghiacciati. Era inevitabile un tempo molto inferiore alla media, chiudendo infatti i 14 Km della 29^ Stravarese (l’altra distanza alternativa era di 7 Km) in 1h 21′ ovvero alla media dei 5′ 47″ al km, esattamente un minuto superiore alla mia consueta velocità. Nonostante la fatica, le salite, la neve ed il freddo un percorso piacevole, ai piedi del Sacro Monte e dell’osservatorio astronomico del Campo dei Fiori che imbiancati dalla neve hanno creato davvero una pittoresca cornice natalizia.

Il cappello di Babbo Natale regalato ai primi 150 iscritti ha aggiunto un’altra piacevole nota di festa alla fredda competizione.

Pronta finalmente la classifica generale di tutti i partecipanti alla corsa mondiale organizzata da Nike+. Complimenti allo spagnolo Kurtohm, che con i suoi 10 km in 29′15” si aggiudica la competizione.

Con il mio tempo personale di 48′03” (l’ipod mi aveva calcolato un tempo di 47′54′ ma il sito Nikerunning mi ha letto una distanza di 9,900 mt, aggiungendomi quindi 9” per completare i 10 km!!’) mi attesto al 74° posto nella classifica nazionale ed al 2373° nella classifica mondiale

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